Caldo estremo e lavoro: cosa sta cambiando

Ogni estate il caldo incide sempre di più sull’organizzazione del lavoro. Le ondate di calore, le temperature elevate e gli ambienti poco ventilati influenzano sicurezza, produttività e benessere dei lavoratori.

Cantieri, magazzini, logistica, agricoltura, industria, officine, ristorazione e tutte le attività svolte all’aperto o vicino a fonti di calore sono oggi chiamate a gestire un rischio che non può più essere considerato eccezionale.

Per questo motivo il caldo estremo è entrato a pieno titolo nella valutazione dei rischi aziendali. Non riguarda solo il comfort delle persone, ma la tutela della salute, la continuità operativa e la conformità agli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.

Il caldo estremo è un rischio per la sicurezza sul lavoro

Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nell’attività aziendale, comprese le condizioni microclimatiche e lo stress termico quando possono compromettere salute e sicurezza.

Negli ultimi anni il tema ha assunto un’importanza crescente anche a causa dell’aumento delle ondate di calore.

Un ulteriore passo è arrivato con il Protocollo quadro per le misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche, adottato con il Decreto Ministeriale n. 95 del 9 luglio 2025, che individua misure organizzative e preventive per proteggere i lavoratori durante gli eventi climatici estremi.

Il caldo non è quindi un semplice disagio stagionale, ma un fattore di rischio che deve essere gestito attraverso procedure, formazione e una corretta organizzazione del lavoro.

Dove il rischio aumenta maggiormente

L’esposizione al caldo varia in funzione delle attività svolte.

Le situazioni più evidenti riguardano:

  • cantieri e lavori all’aperto;
  • agricoltura;
  • movimentazione merci;
  • manutenzioni esterne;
  • trasporti e consegne;
  • lavori su coperture o piazzali.

Esistono però anche contesti meno immediati in cui il rischio può essere elevato, come:

  • reparti produttivi con macchinari che generano calore;
  • officine;
  • lavanderie industriali;
  • cucine professionali;
  • magazzini poco ventilati;
  • attività che richiedono l’utilizzo prolungato di DPI;
  • lavorazioni fisicamente impegnative.

Oltre all’ambiente, incidono anche l’organizzazione dei turni, la durata dell’esposizione, le pause, la disponibilità di acqua e le procedure adottate dall’azienda.

Come prevenire il rischio da caldo

La gestione del caldo richiede un approccio organizzativo prima ancora che tecnico.

Tra le misure più efficaci rientrano:

  • pianificare le attività nelle ore meno calde della giornata;
  • rimodulare i turni durante le ondate di calore;
  • prevedere pause programmate in aree fresche o ombreggiate;
  • garantire un costante accesso all’acqua potabile;
  • migliorare ventilazione e raffrescamento degli ambienti interni;
  • verificare l’idoneità dei DPI nelle lavorazioni più esposte;
  • predisporre procedure per riconoscere tempestivamente i sintomi dello stress termico;
  • coordinare le attività tra datore di lavoro, RSPP, medico competente e preposti.

Quando queste misure vengono integrate nella gestione aziendale, il rischio può essere ridotto in modo significativo.

Il ruolo del DVR nella gestione del caldo estremo

Il Documento di Valutazione dei Rischi deve rappresentare fedelmente la realtà dell’azienda.

Quando il caldo incide sulle attività lavorative, la valutazione deve considerare:

  • le mansioni maggiormente esposte;
  • gli ambienti di lavoro;
  • la durata dell’esposizione;
  • le attrezzature utilizzate;
  • i dispositivi di protezione individuale;
  • le fonti di calore presenti;
  • le misure organizzative già adottate;
  • le procedure previste durante le giornate con temperature elevate.

Un DVR aggiornato non è soltanto un adempimento normativo, ma uno strumento operativo che consente di pianificare il lavoro in modo più sicuro e organizzato.

Formazione e consapevolezza fanno la differenza

Anche la migliore procedura perde efficacia se le persone non sanno come applicarla.

Per questo è fondamentale che lavoratori, preposti e responsabili conoscano:

  • i rischi legati allo stress termico;
  • le procedure aziendali;
  • i comportamenti corretti durante le ondate di calore;
  • i principali segnali di malessere.

Crampi muscolari, forte affaticamento, nausea, vertigini, confusione, difficoltà di concentrazione o perdita di lucidità possono rappresentare i primi sintomi di una situazione che richiede un intervento tempestivo.

Una formazione efficace aumenta la capacità dell’organizzazione di prevenire gli incidenti e di intervenire rapidamente quando necessario.

Caldo estremo e continuità operativa

Gestire il rischio da calore significa anche garantire continuità alle attività aziendali.

Un’organizzazione preparata riesce a programmare meglio i lavori, ridurre le interruzioni, gestire con maggiore efficacia le emergenze e limitare gli imprevisti durante i periodi più critici.

La sicurezza diventa così parte integrante dell’organizzazione quotidiana: turni, comunicazioni interne, procedure, controlli e aggiornamento della documentazione lavorano insieme per ridurre il rischio.

Cosa possono fare oggi le aziende

Per affrontare il caldo estremo è utile partire da una valutazione concreta delle attività.

Alcune domande possono aiutare:

  • Quali mansioni espongono maggiormente i lavoratori alle alte temperature?
  • Quali ambienti raggiungono valori critici durante l’estate?
  • Sono previste attività all’aperto nelle ore più calde?
  • I turni possono essere riorganizzati?
  • I DPI utilizzati aumentano il carico termico?
  • Esistono procedure specifiche per le ondate di calore?
  • I lavoratori ricevono formazione e informazioni adeguate?
  • Il DVR è aggiornato e tiene conto del rischio da caldo?

Rispondere a queste domande permette di individuare eventuali criticità e pianificare interventi efficaci prima che si trasformino in problemi operativi.

Il ruolo di Selin

Selin affianca le aziende nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, supportandole nella valutazione dei rischi e nell’organizzazione delle misure di prevenzione.

Le attività comprendono:

  • sopralluoghi e analisi degli ambienti di lavoro;
  • valutazione dei rischi legati alle mansioni svolte;
  • redazione e aggiornamento del DVR;
  • predisposizione di POS e DUVRI;
  • definizione di procedure operative;
  • elaborazione di piani di emergenza;
  • formazione e informazione dei lavoratori;
  • gestione di scadenze e adempimenti normativi.

Ogni azienda presenta caratteristiche differenti. Per questo la valutazione del rischio da caldo deve essere costruita sulle reali condizioni operative e integrata nella gestione quotidiana della sicurezza.

In conclusione

Il caldo estremo non rappresenta più un evento eccezionale, ma una condizione con cui molte imprese devono confrontarsi ogni estate.

Aggiornare la valutazione dei rischi, organizzare correttamente il lavoro e formare il personale significa tutelare le persone, garantire la continuità operativa e rispettare gli obblighi previsti dalla normativa.

Vuoi verificare se la valutazione dei rischi della tua azienda considera adeguatamente il rischio da caldo estremo? Contatta Selin per una consulenza dedicata.

Condividi

Siamo qui per te
Il nostro staff sarà a vostra disposizione 24 ore su 24 e, attento alle vostre esigenze, cercherà di soddisfare ogni richiesta.
img_modale

Ogni piccolo gesto è essenziale.

Sei inattivo da un po’, e il sito si è adattato per ridurre il consumo di energia. Mentre ti prendi una pausa, anche l’ambiente ne trae beneficio. Ogni pezzo del puzzle della sostenibilità è essenziale per il risultato finale. Ogni momento conta per noi di Selin Firenze. Il nostro impegno quotidiano è dedicato a creare un futuro migliore, per te e per il pianeta.